La Mortella 20/05/2017

Fondazione William Walton e La Mortella
William Walton Trust – Incontri Musicali
Stagione Primavera-Estate 2017 – Musica da camera
Oxana Shevchenko – pianoforte
Sabato 20 maggio – ore 17:00
P. I. Čajkovskij – op. 37a Le stagioni, 12 pezzi per pianoforte
A. Rosenblatt – Variazioni su un tema di Paganini
I. Stravinskij – Quattro studi, op. 7
I. Stravinskij – Piano-rag Music
Domenica 21 maggio – ore 17:00
L. van Beethoven – Sonata op. 27 n. 1
Schubert-Liszt – “Du bist die Ruh’
Schubert-Liszt – “Erlkoenig”
F. Liszt – Hungarian Rhapsody n. 10
F. Chopin – Polonaise-Fantaisie, op 61
M. Ravel – Oiseaux tristes
M. Ravel – La Valse
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Vespri d’organo

Concerto di Gianfranco Manfra
a conclusione degli eventi natalizi 2016/2017
Domani, domenica 8 gennaio 2017, alle ore 18, presso la Basilica Pontificia di Santa Maria Maddalena di Casamicciola Terme, si terrà “Vespri d’organo”, Concerto di Gianfranco Manfra, in occasione del 40° anniversario del restauro dell’organo a canne a cura della Pro Casamicciola Terme con il patrocinio del Comune di Casamicciola Terme, a conclusione degli eventi natalizi 2016/2017. In programma musiche di Bernardo Pasquini (1637-1710), Domenico Zipoli (1688-1726), Benedetto Giacomo Marcello (1686-1739) e Giovan Battista Martini (1706-1784). Ingresso libero. Gianfranco Manfra, organista, ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte sotto la guida del M° A. Manco. Ha proseguito gli studi con i maestri G. Rosati e F. Ruggiero, diplomandosi brillantemente presso il Conservatorio di Musica di Salerno. Successivamente ha iniziato gli studi di organo e composizione organistica sotto la guida di V. Marchetti e A. Caggiano, conseguendo, con ottimi voti, il relativo diploma presso il Conservatorio di Musica “S. Pietro a Macella” di Napoli. Ha eseguito concerti organistici e lezioni-concerto per diverse associazioni. Dal 1989 è direttore stabile della “Corale Polifonica Buon Pastore” di Ischia, alla quale ha dedicato proprie composizioni originali accolte positivamente dal pubblico e dalla critica. E’ docente di musica presso l’I.C. “E. Ibsen” di Casamicciola Terme. E’ stato membro della commissione diocesana per la musica sacra. E’ socio fondatore della Sezione Territoriale dell’Isola d’Ischia della Società Italiana per l’Educazione Musicale. E’ Socio della Sezione Musica della SIAE. Ha curato il restauro degli organi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie e della Madonna della Libera, ambedue al Castello Aragonese, occupandosi delle manifestazioni artistiche e culturali in cui da diversi anni hanno luogo.

Pericle il nero

Proiezione del film liberamente ispirato
all’omonimo romanzo di Giuseppe Ferrandino
Sabato 7 gennaio 2017 alle ore 17 presso l’aula Vincenzo Mennella dell’Istituto Comprensivo “E. Ibsen” di Casamicciola Terme, sarà proiettato “Pericle il nero”, film diretto da Stefano Mordini con Riccardo Scamarcio, pellicola liberamente ispirata all’omonimo romanzo di Giuseppe Ferrandino.
L’iniziativa, ad ingresso libero, è promossa dall’Associazione Pro Casamicciola Terme, aderente alla Federazione Italiana Cineforum, nell’ambito del calendario di eventi natalizi patrocinati dal Comune di Casamicciola Terme. Ingresso libero. ATTORI: Riccardo Scamarcio, Marina Foïs, Valentina Acca, Gigio Morra, Maria Luisa Santella, Lucia Ragni. La vita di Pericle Scalzone è nera come il ‘titolo’ che si è guadagnato sul campo. Assoldato da Don Luigi per fare letteralmente il culo alla gente, Pericle arrotonda l’attività criminale girando film pornografici. Perché Pericle ‘maneggia’ bene certi argomenti davanti alla macchina da presa come alle spalle dei malcapitati che umilia barbaramente. Durante una spedizione punitiva uccide per sbaglio la sorella di un temibile boss camorrista e ripiega in un rifugio segreto dove viene presto raggiunto da due uomini armati. Tradito da Don Luigi, l’unico a sapere dove si fosse nascosto, Pericle
infila l’autostrada e abbandona Bruxelles. Lontano, solo e disperato a Calais incontra Anastasia, impiegata in una boulangerie e madre di due bambini. Per Pericle è subito amore e forse l’inizio di una nuova vita. È nero il Pericle di Riccardo Scamarcio e contrariamente al suo omonimo ateniese non esercita la democrazia ma l’oppressione, mortificando in nome di un principio barbaro e di un boss che gestisce le pizzerie di Bruxelles. Nondimeno con l’uomo politico celebrato da Tucidide, Pericle Scalzone condivide la capacità di legittimarsi dentro un mondo che gli ha rubato l’infanzia, lo ha iniziato alla sodomia e lo ha sottomesso costringendolo a sottomettere. Noir fluido e insieme romanzo di emancipazione, Pericle il nero converte la discesa, motivo ricorrente del noir, in movimento ascensionale (la ricerca di aria, di luce, di sentimento) ed elude lo scacco esistenziale del criminale, accordandogli la fuga. Motore del film un uomo che si ritrova improvvisamente intrappolato, una figura non strutturata all’interno della società, nemmeno quella criminale, che precipita in un incubo a cui scampa prendendo in contropiede le irruzioni dei sicari e del caso. Alla maniera di Provincia meccanica, Stefano Mordini svolge l’impasse di un personaggio sgradevole spingendolo a seguire fino in fondo i suoi sogni e le sue ossessioni. Occhi grandi affondati nel buio e affamati di affetto, Pericle è solo sulla faccia della terra e si muove lungo la frattura che si genera spesso fra ciò che siamo, o ciò che sentiamo di essere, e ciò che gli altri vedono in noi. Per Don Luigi e sua figlia Anna, che Pericle ama in segreto e dentro lunghi monologhi interiori, lui non esiste e quando esiste è per adempiere la loro volontà.
Mordini salta via veloce sugli snodi che risultano troppo ovvi e si concentra sul suo attore, sul suo corpo in fuga, sul suo sguardo vuoto e bisognoso d’amore. A dare autenticità e credibilità al Pericle del titolo provvede Riccardo Scamarcio, spiazzando lo spettatore, operando degli strappi e inserendo delle variabili che evadono la norma e trovano l’essenzialità e il cinetismo emotivo. Trasposizione del noir secco di Giuseppe Ferrandino, traslocato da Napoli a Bruxelles, Pericle il nero aggiunge una fisicità distorta al clima di angoscia che il genere costruisce innanzitutto sul piano psicologico. L’interiorizzazione del racconto noir si nutre di questa dissonanza fisica come segno di una distorsione mentale che investe l’intero rapporto col mondo. A sublimare la brutalità del protagonista, alla ricerca della propria identità sulla battigia battuta come lui dai marosi, e a ridurre la deformazione della sua relazione con la realtà, interviene il personaggio di Marina Foïs. È (anche) lei a incarnare la solitudine noir, premessa a un’immagine femminile indipendente, capace di prendere audacemente in mano la situazione, di sfondare imprenditorialmente (aprendo magari una panetteria) e di traghettare oltre il proprio uomo. E a Calais, luogo di sospensione e di passaggio col suo porto e i suoi traghetti per Dover e per l’altrove, Mordini incontra un uomo e una donna a cui concede, in un finale che non chiude evitando la tragedia quanto l’happy end consolatorio, una possibilità ulteriore. Una seconda chance che incrocia gli occhi larghi di Pericle che per un attimo sorridono, sciogliendo l’inquietudine accumulata e aprendo alla speranza. In attesa da qualche parte, al di là del mare.